8 dicembre 2016 iduebuoi-web

15 Dicembre – Red Note: Djangology

15 DICEMBRE 2017

HOTEL ALLI DUE BUOI ROSSI

La rassegna RED NOTE è frutto della collaborazione tra il Ristorante i Due Buoi, l’hotel Alli Due Buoi Rossi e Alessandria Jazz Club, già consolidata in due edizioni invernali ed una rassegna estiva. Dopo il concerto inaugurale, Red Note torna nella Sala Belle Epoque dello storico hotel di Alessandria ma, da questa stagione, con grandi novità nella formula che abbina la proposta del ristorante I Due Buoi e il concerto. Avremo, infatti, due possibilità fra cui scegliere

Cena+ concerto – euro 25 p.p. a partire dalle ore 20 

Menu

  • Focaccia cacio e pepe
  • Crema di ceci e calamaretti
  • Rigatoni broccoli e acciughe
  • Tortino al cioccolato e amarene

Drink + concerto a 15 euro p.p. a partire dalle ore 21

Uno sconto del 10% è riservato agli iscritti di Alessandria Jazz Club, in possesso della Red Note Card (*).

Info e prenotazioni:

0131517171 – info@hotelalliduebuoirossi.com

 

 

DJANGOLOGY

Giorgio Penotti – sax tenore e flauto

Fabrizio Trullu – pianoforte

Stefano Profeta – contrabbasso

Paolo Franciscone – batteria.

Il primo grande jazzista europeo e, a detta di molti, il più grande chitarrista jazz mai esistito, si chiamava Django Reinhardt. Iniziò come violinista tzigano suonando nei ristoranti e nei caffè di Parigi, poi passò alla chitarra, strumento con il quale voleva riabilitare la sua mano sinistra, fortemente menomata in un incendio, e diventò un virtuoso dello strumento, anche con due dita atrofizzate.. Nel 1931, quando ascoltò per la prima volta il violino di Joe Venuti, l’orchestra di Duke Ellington e la tromba di Louis Armstrong, si innamorò di quella musica che veniva dall’altra parte dell’oceano e da quel momento suonò solo quella, ma a modo suo, da manouche (zingaro). Chissà che cosa avrebbe fatto se fosse vissuto di più (morì nel ’45 a 43 anni), ma il suo breve percorso è bastato per arrivare alla sua mitizzazione. Ci ha lasciato un repertorio di composizioni, tutte interessanti, alcune bellissime, e di brani da lui suonati abitualmente che sono diventati suoi per la sua interpretazione. Questo repertorio viene riproposto ancora oggi, specialmente in Francia, con organici che ricalcano fedelmente i suoi gruppi, quartetti o quintetti acustici con contrabbasso chitarre e violino. In genere queste proposte rappresentano dei tributi all’artista, ma non è così che DJANGOLOGY vuole celebrarlo. Nel progetto dell’Alessandria Jazz Club il repertorio di Django viene presentato da un quartetto che volutamente non ha le sonorità del Quintette du Hot Club de France, infatti non c’è la chitarra e nemmeno il violino, e che non vuole suonare il jazz manouche, pur con tutto il rispetto per questo stile. La musica del grande gitano verrà riletta e reinterpretata secondo la sensibilità di quattro musicisti che hanno accettato la sfida di suonare Django sì, ma a modo loro.

Giorgio Penotti (Alessandria 1957), insegnante di lettere, musicista irregolare, discontinuo ed eclettico, ha studiato chitarra, flauto traverso, altri strumentini a corda e a fiato, ma soprattutto si è dedicato al sassofono, perché, pur amando tutta la musica, ha una passione speciale per il jazz. Non ha mai conseguito un titolo di studio musicale, però si è cimentato avventurosamente nella composizione e nell’arrangiamento, scrivendo canzoni, brani jazz e colonne sonore. Su queste strade ha camminato per quarant’anni con diversi gruppi che suonavano o suonano folk, jazz, canzone d’autore, musica da strada.

Fabrizio Trullu ha cominciato a suonare il pianoforte all’età di 7 anni e un anno dopo il clarinetto, facendo le prime esperienze nella banda musicale della città. Continua lo studio presso il Conservatorio “Pierluigi da Palestrina” di Cagliari diplomandosi nel 1988 in Organo e Composizione organistica sotto la guida della prof. Mariateresa Nano.

Scopre il Jazz, e nei primi anni ’80 e inizia a suonare in varie formazioni che vanno dal trio all’orchestra “Jazz in Sardegna”, nel 1987  viene votato dal critico musicale Franco Fayenz come miglior nuovo talento emergente italiano nella classifica “Top Jazz” (Musica Jazz).

Da allora è iniziata una carriera di musicista professionista ricca di collaborazioni nel mondo del jazz (Daniele di Gregorio, Antonio Marangolo) come im quello della canzone d’autore (Giorgio Conte, Gipo Farassino).

Stefano Profeta nato a Vercelli nel 1971, ha iniziato a nove anni lo studio della chitarra classica presso la scuola comunale di musica A. Vallotti di Vercelli. Ha in seguito studiato contrabbasso con Franco Feruglio presso il Conservatorio Statale di Musica di Alessandria ed ha conseguito, nello stesso Conservatorio, la Laurea con lode di I Livello in Musica Jazz, Polular e Musiche Improvvisate con specializzaione strumentale in Composizione e Arrangiamento jazz, discutendo una tesi su Charles Mingus sotto la guida del professor Enrico Fazio.Ha poi conseguito la Laurea di II livello in contrabbasso jazz col massimo dei voti e la lode con una tesi sull’ispirazione artistica nel jazz con Lucio Terzano ed Enrico Fazio come relatori. La curiosità e l’amore per la musica in generale lo hanno portato via via a frequentare culture musicali e musicisti di svariate tradizioni, da quella occitana e franco-provenzale, fino a quella africana: è attivo, quindi, su un vasto panorama musicale, che spazia dal jazz alla musica d’autore fino alla musica popolare ed etnica.

Paolo Franciscone  – All’inizio degli anni ’80 studia batteria con Marco Volpe e Roberto Gatto e segue diversi laboratori con Peter Erskine.  Uno degli insegnanti più influenti è stato il pianista Mal Waldron con il quale ha suonato in diversi concerti. Durante la suo percorso ha suonato e registrato con grandi musicisti tra i quali: Norma Winstone, Drew   Gress,   Garrison   Fewell,   Jiggs   Whigham,  Audrey     Morris,   Gianluigi   Trovesi,   Flavio   Boltro, Franco Cerri, Tiziana Ghiglioni, Claudio Fasoli, Gianni Coscia, Emanuele Cisi, Gianni Basso, Giorgio Licalzi, Fabrizio Bosso, Roy Paci e anche il quintetto classico Architorti.  Tra alcuni  festival  in cui  ha suonato  ricordiamo:  Montreux  Jazz  Festival, Béziers  “Mardi  Graves Festival”,  Turin  JVC   Festival,  Praha   Jazz   Festival,   Tel  Aviv  Jazz  Festival,  Tokyo   Jazz   Festival, Legnica Poland Miasto Festival, Torino Settembre Musica.